ISLANDA DEL SUD ON THE ROAD pt.1

Ad aprile 2022 io e David abbiamo coronato una dei nostri più grandi sogni: andare in Islanda! Complice il viaggio alle isole Svalbard (Clicca qui) che ci aveva sicuramente temprato, ci sentivamo pronti ad affrontare l’Islanda, terra del ghiaccio e del fuoco. Ci sono diverse cose a cui bisogna essere pronti se si parte per questa meta (come un po’ tutte le mete del nord Europa): il meteo detta le regole sempre. Voi potete fare tutti i vostri piani, organizzare nei minimi dettagli ogni cosa ma un tempesta di neve improvvisa può bloccarvi in hotel per giorni, il vento a volte così forte da rompere le portiere delle auto può costringervi in casa per un intero pomeriggio. Ma questo è anche il bello di questa terra, la sua natura così forte e devastante che decide cosa farti fare. Si deve quindi partire mentalmente pronti e aperti a cogliere tutto ciò che arriverà.

Atterriamo a Keflavik alle 19:00, giusto in tempo per prendere un bel po’ di pioggia cercando la nostra auto. Zuppi e col portafoglio più leggero (l’assicurazione in Islanda è cara ma indispensabile dati i frequenti cambiamenti metereologici) ci dirigiamo verso Reykjavik, la capitale, nonché unico vero centro abitativo dell’isola. Vi sorprenderà sapere infatti che in tutta l’Islanda abitano più o meno  370 mila abitanti, all’incirca l’equivalente della popolazione che vive nella Provincia di Arezzo!

Il cielo è grigio e coperto quindi non perdiamo tempo a cercare l’aurora boreale e ci rifugiamo al caldo del nostro appartamento dove prepariamo un bel piatto di pasta prima di andare a dormire.

Il giorno seguente ci svegliamo presto per iniziare il nostro tour del Circolo d’Oro, chiamato così perché raccoglie in un percorso circolare tre delle maggiori bellezze dell’isola, tra le quali si trova una cascata dalle acque “dorate”. Andiamo diretti al parco del Thingvellir dove è possibile camminare tra la placca nordamericana e quella euroasiatica, un percorso in mezzo alla natura che abbiamo amato e nel quale ci siamo divertiti a saltellare da una parte all’altra dicendo: “io sono in America e tu?” “io in Europa!” il tutto a pochi metri di distanza.

Da qui ci siamo diretti ai Geysir, per la precisione siamo andati a vedere Stokkur, che lancia il suo getto ogni 5-10 minuti ad un’altezza di circa 20 mt. Uno spettacolo emozionante ma soprattutto è affascinante osservare la precisione della natura che allo scadere di quei pochi minuti si manifesta in tutta la sua forza. Tutta l’area intorno a Stokkur è fortemente attiva e l’acqua bolle in ogni sorgente, i vapori caldi lasciano nell’aria un forte odore di zolfo, si ha veramente la sensazione che la terra sia “viva” sotto i nostri piedi. Non è un caso infatti che l’energia geotermale sia la più importante risorsa dell’Islanda.

L’ultima tappa del Circolo d’Oro è la maestosa cascata di Gullfoss, di solito è possibile percorrere un sentiero che porta a pochi metri dall’acqua ma in questo caso era ancora completamente ghiacciato e quindi troppo pericoloso da percorrere. La visuale sull’enorme mole di acqua che scorre è lo stesso impressionante e spaventosa . Qui ci siamo anche accorti (cosa che poi le altre tappe della vacanza ci confermeranno) di quanto l’Islanda sia accessibile a tutti. Certo ci sono trekking sicuramente impegnativi ma la maggior parte delle attrazioni sono facilmente raggiungibili in macchina, ben segnalate e con percorsi facili e brevi.

Terminiamo il nostro tour che una tappa in più, sempre vicina al circolo d’oro, che è il cratere Kerid. Si può percorrere tutto il perimetro di questo cratere ormai colmo di acqua circondato da una terra rossa come il fuoco. Oggi il tempo ci è stato di aiuto e non ha mai piovuto ma il vento freddo ci ha tagliato la faccia per tutto il giorno. Decidiamo quindi di tornare verso casa fermandoci prima alla famosa Blue Lagoon, il centro termale più conosciuto in Islanda, dove farsi coccolare dalle acque calde e azzurre mentre si beve un drink e ci si fa una maschera al viso. Ci avevano detto essere un centro termale molto turistico ed effettivamente ci sono molti turisti ma per noi è stata lo stesso un’esperienza indimenticabile. Le terme sorgono in mezzo alla natura selvaggia, si è circondati da un paesaggio vulcanico unico al mondo e completamente naturale, non artefatto dall’uomo. Il prezzo è sicuramente alto ma per noi ne vale la pena al 100%. Questo ci insegna che non sempre nei viaggi dobbiamo snobbare le mete più conosciute e turistiche perché spesso se lo sono diventate un motivo c’è eccome!!! Noi siamo rimasti all’incirca per due ore poi complice la mia pressione bassa  siamo ripartiti verso il nostro appartamento. Anche stasera cielo coperto quindi ci siamo fatti una bella cenetta e siamo andati a dormire.

Il giorno seguente avremmo viaggiato in direzione di Vik!